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Margantonio -- Keep on Running

Vola solo chi osa farlo

Antonio

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podista con 140 maratone concluse delle quali 99 sotto le 3 ore.
4 gare di 100 km con record personale sulla distanza di 8:51'
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Giuseppe
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AME
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Ombretta
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Valentina
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Pino

November 24

Juantorena: il primo uomo a vincere 400 e 800 in un'Olimpiade

Successe nel lontano 1976, le prime olimpiadi di cui io conservi memoria, che un atleta vincesse 400 m e 800 m realizzando anche l'allora record mondiale sugli 800.
 
Alcune notizie su Alberto Juantorena: http://www.atleticanet.it/main/notizia.asp?id=6027
 
Di seguito un video che celebra l'impresa del Caballo
 
 
  

Momenti di gloria

Una musica e un video che mi fa venire i brividi ogni volta che lo vedo e lo sento.
 
 

Atletica: le siepi non sono per tutti

  essendo appassionato di corsa e di atletica leggera qualche volta mi è passato per la testa anche di provare le siepi; se devo essere onesto non sono mai passato dal teorico al pratico (forse perchè mancano le occasioni a livello amatoriale in Italia).
curiosando nel web ho trovato dei filmati che non invitano molto alla prova: ne propondo uno molto breve, ma per chi fosse più curioso basta entrare in You.tube e provare a cercare con fall e steeplechase , ne troverete delle belle. 

tifo calcistico

ieri il supplemento Venerdì di Repubblica è uscito con una splendida foto in copertina che purtroppo esemplica cosa sia il tifo calcistico...
si tratta di una foto scattata in un campo inglese ma la situazione italiana non è molto migliore almeno come spirito.
 
 
tifosino inglese
November 22

vittima del meteo

ieri mattina bell'allenamento di 10 giri al Parco dei quali 5 in compagnia  a ritmo abbastanza tranquillo; la seconda parte in decisa progressione.
alla fine un 1:16'16'' (per 16,4 km) che non rappresenta nulla di particolare ma visto che non correvo tanto da mesi è una ulteriore iniezione di fiducia.
stamattina invece un tempo da schifo prima solo umido poi addirittura pioggerella finissima mi ha convinto a riposare.
meglio non stare a "cercare" situazioni strane in vista di Milano.
domenica non potrò correre ma sabato o lunedì mi piacerebbe fare un allenamento allegro di una ventina di km...
chissà
November 21

vola solo chi osa farlo

     

questo video è parte di un lavoro che traspone in forma di disegni commentati con sottofondo musicale, lavoro coordinato dalla maestra Ileana Bertossi nel corso dell'anno scolastico 2006/07 nella classe 3 A della Scuola Elementare "Ada Negri" di Udine,che sarebbe poi la classe che ha frequentato mia figlia Giulia. Il lavoro è tratto dal libro di Luis Sepùlveda "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare".

La chiusura del libro e quindi del video mi sembrano una ottima linea guida per condurre una vita che non sia noiosa e che lasci sempre credere in un futuro migliore e possibile.

 

November 20

gambe stanche

oggi poco tempo a disposizione per correre.
solo 5 giri del Parco (8,2 km) con le gambe leggermente stanche, provate dalla gara di domenica.
confortante il fatto che nonostante ciò il ritmo si sia mantenuto intorno ai 4'30'' al km.
ho conosciuto una podista che era euforica per il netto miglioramento di Palmanova dove era passata dal 2:42' a 2:17', si chiama Paola.
 

Due maratone ravvicinate secondo Pizzolato

Ci riprovo... La Doppia Maratona

Mai come in questo periodo ho avuto tante domande su come gestire la preparazione tra due maratone ravvicinate. La doppia maratona (come avevo denominato in un articolo apparso su Training News del settembre 1997), cioè la scelta di partecipare a due maratone nell’ambito di 4-6 settimane, è ora praticata, giustamente, da tanti corridori. Quando avevo scritto l’articolo in questione, nel mondo podistico era tabù sostenere due sforzi elevati e ravvicinati come quelli necessari per correre due maratone.
L’articolo che avevo scritto prendeva spunto da un atleta amatore che in quel periodo allenavo e che aveva partecipato, nell’autunno 1996, a tre maratone consecutive nell’arco di tre mesi (Egna, Cesano Boscone e Firenze). In ognuna di queste gare si era migliorato con un progresso di oltre 12’, arrivando a scendere di pochi secondi sotto le tre ore (2h59’56”). A quel punto era scattata la mia riflessione: come può essere possibile un miglioramento fisico, e quindi prestativo, avendo subito lo stress fisico per la partecipazione ad una corsa impegnativa come la maratona?
Piuttosto che uno stress, la partecipazione ad una competizione di 42km era invece un evidente stimolo allenante. In quel periodo la credenza comune era basata sulla partecipazione a non più di 3 maratone all’anno, per evitare che lo stress fisico e mentale debilitasse eccessivamente l’atleta e lo condizionasse nel resto della carriera.
In seguito alla positiva esperienza del mio allievo, avevo applicato la strategia della doppia maratona (in 4-6 settimane) anche con altri atleti, ed ovviamente con positivi risultati. In una tabella pubblicata su TN 5 (settembre 1997) avevo indicato che il miglioramento medio tra le due maratone era di circa 6’. Tale incremento di rendimento non faceva riferimento ad una prima maratona corsa piano, come allenamento per fare chilometri, bensì ad una partecipazione sui 42km nella quale l’atleta aveva anche conseguito il proprio primato.
Il mio articolo era stato sia riproposto in una rivista tedesca, sia ripreso da Hal Higdon, allora articolista di Runner’s World USA e che sposava le teorie di Galloway (mai più di 2 maratone all’anno). Da sempre riluttante sul fatto che un podista potesse sostenere elevati sforzi come la maratona, era rimasto impressionato da come un corridore amatore potesse migliorare il proprio rendimento correndo 2-3 sforzi ravvicinati così elevati.
Il vantaggio di questa scelta agonistica sta nel fatto che praticamente mai un podista amatore sostiene in allenamento una seduta dal chilometraggio prossimo a quello della maratona; quindi, è carente nella tenuta muscolare. Per percorrere la distanza di gara in allenamento è necessaria una grande motivazione, visti i disagi muscolari e mentali cui si va incontro, e siccome l’amatore non è ben predisposto a tale situazione, egli non percorre praticamente mai più di 35-37 chilometri (oppure corre per 3 ore). Mentre, controllando i miei diari di allenamento, avevo avuto modo di verificare che prima della gara di maratona sostenevo 2-4 lunghi dal chilometraggio prossimo ai 42km, con un paio nei quali percorrevo gli ultimi 15-20km a ritmo gara.
Ciò che io proponevo quindi oltre 10 anni fa, è ora diventata una strategia applicata da una grandissima parte del mondo podistico amatoriale. Ma per chi è realmente vantaggiosa la seconda (ed anche terza) maratona ravvicinata? Correre 2 maratone in sequenza ravvicinata non è ovviamente garanzia di miglioramento, come avevo spiegato nell’articolo del 1997.
Per conseguire dei vantaggi cronometrici è necessario che si verifichino 2 fondamentali situazioni tecniche:
1) che il recupero dello sforzo della prima maratona sia adeguatamente completato
2) che l’atleta non sia, nel momento della prima maratona, al top della propria condizione di forma
Il podista che arriva nella massima forma fisica in occasione della prima partecipazione ai 42 chilometri evidenzia, dopo la forte sollecitazione della prima maratona, un calo di rendimento. Il corridore che invece non è al 100% avverte, dopo i 10-15 giorni del periodo di recupero e rigenerazione muscolare, sensazioni fisiche positive e percepisce che l’organismo risponde positivamente alle sollecitazioni degli allenamenti.
Alcuni podisti ignorano la fase del recupero nel senso che, indipendentemente dalle sensazioni fisiche che avvertono, decidono ugualmente di correre una seconda maratona nell’arco di alcune settimane. Spesso lo fanno perché delusi dalla prestazione cronometrica della prima gara, e quindi con la forza di volontà affrontano un altro sforzo impegnativo.
Sia per il podista in piena efficienza, sia per quello che ha una condizione di forma in calo, non è possibile (e logico) verificare se lo sforzo della prima maratona è stato recuperato. Non avrebbe senso, infatti, sostenere un allenamento impegnativo tra le due maratone, perché i tempi per il recupero di una seduta impegnativa sono ridotti, e perché si potrebbe per esempio arrivare ad una sollecitazione non adeguatamente elevata da mettere in crisi l’organismo. Si potrebbe per esempio percorrere 25km a ritmo gara, oppure percorrere 35km ad andatura lenta e non avvertire nessun disagio, e basterebbero ancora un paio di chilometri per arrivare alla fase di cedimento dell’organismo.
Insomma, solo nel corso della seconda maratona si scopre se il recupero fisico dopo il primo sforzo sui 42km è stato completamente raggiunto. Un intervallo di 4 settimane è di solito adeguato per consentire la ricostruzione delle fibre muscolari danneggiante nella prima maratona. Se le settimane tra le gare sono invece 6, è molto più probabile che il recupero sia stato completo.
November 19

Mezza di Palmanova: un test importante

     
  
Non sono probabilmente l’unico che era presente alla prima edizione della Maratonina di Palmanova del 2003 e che ogni anno ci è ritornato, ma posso sicuramente testimoniare, avendole fatte tutte, i motivi per i quali i podisti friulani e non solo continuano a dare sempre più fiducia a questa manifestazione.
In quel lontano 2003 eravamo poco più di duecento alla partenza, quest’anno quasi 1500 hanno tagliato il traguardo e tutti sicuramente riproveranno il prossimo anno.
La spiegazione di tutto ciò sta nel fatto che qui si trova un’atmosfera a misura di amatore, senza la presenza di grossi nomi che fanno pubblicità ma richiedono anche grossi investimenti e sponsor; il podista che viene a correre a Palmanova sa che trova una buona organizzazione fatta di uomini che corrono le gare e conoscono le esigenze dei podisti.
La quota di iscrizione è onesta, è possibile ritirare il pettorale la mattina stessa della gara, i servizi lungo il percorso sono più che abbondanti, gli spogliatoi e le docce sono a portata di mano e fruibili per tutti i concorrenti, il percorso è molto scorrevole, privo di qualsivoglia asperità, le condizioni atmosferiche in questa stagione sono ottimali, tutto questo mix di elementi favorevoli porta sempre a ottimi riscontri cronometrici.
Quest’anno si è sperimentata la partenza all’interno delle mura di Palmanova che si presta benissimo per essere attraversata da una gara podistica, probabilmente se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo, se questo attraversamento fosse effettuato quando il gruppo è ormai sgranato sarebbe meglio, per evitare che la scalpitante “orda” corra rischi di scontrarsi con qualche segnale posto sulle strade.
Per il resto assolutamente nulla da segnalare, solo complimenti a Pravisani, Martina, Virgolini e company menti e braccia di questa gara.

La mia gara.
Su questo percorso ho sempre realizzato ottimi tempi a partire dall’ 1:14’00’’ della prima edizione; è sempre stato un buon test di verifica della condizione in vista di una maratona da disputare a tutta.
Lo scorso anno vi ero giunto ormai in condizioni fisiche non perfette, avevo tagliato il traguardo in 1:22’ rallentando nel finale e leggermente deluso dal risultato ma soprattutto conscio che qualcosa nelle mie gambe non andava, era necessaria una sosta ai box per rivedere la carrozzeria.

Anche quest’anno doveva essere un test in vista della Maratona di Milano questa mia gara; un test che mi dimostrasse se ho nelle gambe un ritmo che mi possa consentire di sfidare il cronometro e tentare di giungere al traguardo entro le tre ore. Avevo scritto che intendevo fare 1:24'24''. Ed un test è stato, un test che ho temuto fino al momento della partenza perchè questi ritmi di 4' al km non riesco a tenerli nelle gambe per neppure 7 km in allenamento, ma, come succede sempre, la gara mi trasforma, mi dà energie insperate.
Prima della partenza ho cercato di mascherare la tensione che comunque era evidente, il risveglio era stato molto anticipato rispetto alla sveglia, ho ricercato la concentrazione seppure abbia parlato con tanti amici ritrovati in questo contesto, mi sono imposto di partire tranquillo per non sciupare preziose energie e dicendomi che in fondo anche fosse andata male nulla sarebbe stato perduto, dovevo, nonostante tutto prenderla come una giornata di festa tra l'altro circondato da tutti quegli amici che mi accompagnano negli allenamenti al parco del Cormor molti dei quali avrebbero inseguito il proprio personale.
Ho condotto i primi due terzi di gara poco al di sotto dei 4' al km passando al 14° km in 54'50'', al mio fianco, in alcuni tratti distanziato di pochi metri, ho avuto sempre Carlo Zucchini che lo scorso anno era mio compagno di allenamento in molte occasioni.
Giunti a due terzi di gara in genere nella mezza cominciano a venire fuori "le magagne", se il ritmo è stato troppo sostenuto le gambe cedono, le mie invece erano molto sciolte, il cardio segnava frequenze da tranquillità per cui ho deciso di giocarmi tutto nell'ultima parte.
Dal 14° in poi ho cambiato ritmo incitando Carlo e un altro amico, Coceano dell'Olimpia, a seguirmi; è stata una progressione esaltante un paio di km a 3'41'' poi assestati continuamente intorno a 3'50'', al 18° mi hanno leggermente staccato, pochi metri, li ho ripresi sul cartello del 20° km. Non correvo contro di loro, correvo contro quel cronometro che già sapevo mi avrebbe dato grande gioia in questa giornata, ma volevo di più.
Quando siamo entrati nella pista del campo di Palmanova ho fatto un altro cambio di ritmo, Carlo si era già staccato ma ha comunque migliorato il suo personale di oltre un minuto, Coceano è rimasto sorpreso dalla mia freschezza negli ultimi 300 m e non è riuscito a rispondere.
Il parziale degli ultimi 1097 m è stato di 3'48'' (3'29'' al km); il tempo finale di 1:21'55'' molto vicino quindi a quello dello scorso anno.
Se lo scorso anno, però, si trattava dell'inizio di una fase decrescente ora si tratta di una tappa verso un percorso incoraggiante che spero mi porterà ad un pieno recupero.
Al termine della mia gara, un momento per rifiatare e poi subito a seguire gli arrivi degli amici, dei tanti che soddisfatti possono festeggiare il proprio primato personale, di quelli che sono delusi dalla prestazione (pochi per la verità). Pochi minuti per i commenti poi direttamente sotto la doccia calda, e in fila per la pasta offerta nel pacco gara e tutti insieme a seguire le premiazioni nel confortevole ambiente del tendone che in questa occasione si è dimostrato provvidenziale per ripararsi dal freddo e poi anche da una sottilissima pioggerella.
pubblicato su www.podisti.net
November 18

Mezza di Palmanova

Doveva essere un test in vista della maratona di Milano questa mia gara di oggi, un test che mi dimostrasse se ho nelle gambe un ritmo che mi possa consentire di sfidare il cronometro e tentare di giungere al traguardo entro le tre ore. Avevo scrisso cosa intendevo fare: 1.24.24.
Ed un test è stato, un test che temevo fono al momento della partenza perchè ritmi di 4' al km non riesco a tenerli nelle gambe per neppure 7 km in allenamento, ma come succede sempre la gara mi trasforma, mi dà energie insperate.
Ho condotto i primi due terzi di gara poco al di sotto dei 4' al km passando al 14° km in 54'50'', al mio fianco, in alcuni tratti distanziato di pochi metri, ho avuto sempre Carlo Zucchini che lo scorso anno era mio compagno di allenamento in molte occasioni.
Dal 14° in poi ho cambiato incitando Carlo e un altro amico, Coceano dell'Olimpia a seguirmi, è stata una progressione esaltante un paio di km a 3'41'' poi assestati continuamente intorno a 3'50'', al 18 mi hanno leggermente staccato, pochi metri, li ho ripresi sul cartello del 20° km, ma non correvo contro di loro, correvo contro quel cronometro che già sapevo mi avrebbe dato grande gioia in questa giornata, ma volevo di più.
Quando siamo entrati nella pista del campo di Palmanova ho fatto un altro cambio di ritmo, Carlo si era già staccato ma ha comunque migliorato il suo personale di oltre un minuto, Coceano è rimasto sorpreso dalla mia freschezza negli ultimi 300 m e non è riuscito a rispondere.
Il parziale degli ultimi 1097 m è stato di 3'48'' (3'29'' al km); il tempo finale di 1:21'55''.
Niente male direi!!!!!!!!!!!!!
Era da più di un anno che non correvo una mezza così bene.
Stasera sono veramente contento e guardo al futuro con grande fiducia.
 
Anche Stefano, Anna, Adriano, Donatella, Filippo  hanno fatto il loro persoanle ed io sono contento per loro.
a questo link si trova la classifica in formato excel: http://www.marciatoripalmanova.it/21097/2007/finale21097.asp

un gradino sotto Dio

L'Italia è un grande paese e nessuno potrà negarlo, se non altro perchè ha dei grandi uomini politici.
 
Dio ci mise sei giorni per creare il mondo, dicono, e poi il settimo fu costretto a riposarsi.
Per mettere su il PD ci sono voluti mesi e mesi di lavoro, incontri, convocazioni di riunioni e persino le primarie per determinare che ne diverrà il capo.
Invece oggi la mente divina del Silvio nazionale così da un momento all'altro, sotto un gazebo, in Piazza San Babila a Milano, in men che non si dica ha disfatto Forza Italia ed ha creato un nuovo partito che sarà il Partito del Popolo, che facendo bene i conti (i suoi di conti) potrebbe vedere l'adesione in un paio di giorni dell'80% degli italiani.
E poi c'è qualcuno che asseriva che fosse inferiore a Dio...
 
Fosse almeno vero che Forza Italia si dissolve almeno potremmo avere la soddisfazione di esultare gridando :"Forza Italia" ogni volta che incontriamo un amico all'estero sul percorso di una maratona o quando vediamo un turista con il tricolore addosso senza bisogno di sentirci osservati.
 
November 17

speriamo...

speriamo in un buon sonno notturno, speriamo in una giornata di domani che non sia troppo fredda per correre, speriamo che domani a Palmanova riesca a trovare sin dall'inizio il ritmo giusto, speriamo domani di trovare la compagnia giusta, speriamo di divertirci, ....ed infine speriamo di fare... 1:24'24''

Stefano Baldini sintesi della Maratona olimpica Atene 2004

 

Stefano Baldini arrivo nello stadio olimpico Atene 2004

 

Stefano Baldini premiazione Olimpiade Atene 2004

 
November 16

Giulia 2024

Personaggi e interpreti:

·        nonno Adriano                                mio suocero, grande esperto di calcio specie degli anni 30-40-50, tifosissimo del Lecce;

·        genero Antonio                                sarei io;

·        nonna Rita                                       mia suocera, grande cuoca;

·        nonno Giovanni                               mio padre, che nella sua vita, non ha mai fatto sport, né se ne è mai interessato;

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