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Margantonio -- Keep on Running

Vola solo chi osa farlo

Antonio

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podista con 140 maratone concluse delle quali 99 sotto le 3 ore.
4 gare di 100 km con record personale sulla distanza di 8:51'

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Le foto della Maratona di Dublino 2007

 
November 24

Juantorena: il primo uomo a vincere 400 e 800 in un'Olimpiade

Successe nel lontano 1976, le prime olimpiadi di cui io conservi memoria, che un atleta vincesse 400 m e 800 m realizzando anche l'allora record mondiale sugli 800.
 
Alcune notizie su Alberto Juantorena: http://www.atleticanet.it/main/notizia.asp?id=6027
 
Di seguito un video che celebra l'impresa del Caballo
 
 
  

Momenti di gloria

Una musica e un video che mi fa venire i brividi ogni volta che lo vedo e lo sento.
 
 

Atletica: le siepi non sono per tutti

  essendo appassionato di corsa e di atletica leggera qualche volta mi è passato per la testa anche di provare le siepi; se devo essere onesto non sono mai passato dal teorico al pratico (forse perchè mancano le occasioni a livello amatoriale in Italia).
curiosando nel web ho trovato dei filmati che non invitano molto alla prova: ne propondo uno molto breve, ma per chi fosse più curioso basta entrare in You.tube e provare a cercare con fall e steeplechase , ne troverete delle belle. 

tifo calcistico

ieri il supplemento Venerdì di Repubblica è uscito con una splendida foto in copertina che purtroppo esemplica cosa sia il tifo calcistico...
si tratta di una foto scattata in un campo inglese ma la situazione italiana non è molto migliore almeno come spirito.
 
 
tifosino inglese
November 22

vittima del meteo

ieri mattina bell'allenamento di 10 giri al Parco dei quali 5 in compagnia  a ritmo abbastanza tranquillo; la seconda parte in decisa progressione.
alla fine un 1:16'16'' (per 16,4 km) che non rappresenta nulla di particolare ma visto che non correvo tanto da mesi è una ulteriore iniezione di fiducia.
stamattina invece un tempo da schifo prima solo umido poi addirittura pioggerella finissima mi ha convinto a riposare.
meglio non stare a "cercare" situazioni strane in vista di Milano.
domenica non potrò correre ma sabato o lunedì mi piacerebbe fare un allenamento allegro di una ventina di km...
chissà
November 21

vola solo chi osa farlo

     

questo video è parte di un lavoro che traspone in forma di disegni commentati con sottofondo musicale, lavoro coordinato dalla maestra Ileana Bertossi nel corso dell'anno scolastico 2006/07 nella classe 3 A della Scuola Elementare "Ada Negri" di Udine,che sarebbe poi la classe che ha frequentato mia figlia Giulia. Il lavoro è tratto dal libro di Luis Sepùlveda "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare".

La chiusura del libro e quindi del video mi sembrano una ottima linea guida per condurre una vita che non sia noiosa e che lasci sempre credere in un futuro migliore e possibile.

 

November 20

gambe stanche

oggi poco tempo a disposizione per correre.
solo 5 giri del Parco (8,2 km) con le gambe leggermente stanche, provate dalla gara di domenica.
confortante il fatto che nonostante ciò il ritmo si sia mantenuto intorno ai 4'30'' al km.
ho conosciuto una podista che era euforica per il netto miglioramento di Palmanova dove era passata dal 2:42' a 2:17', si chiama Paola.
 

Due maratone ravvicinate secondo Pizzolato

Ci riprovo... La Doppia Maratona

Mai come in questo periodo ho avuto tante domande su come gestire la preparazione tra due maratone ravvicinate. La doppia maratona (come avevo denominato in un articolo apparso su Training News del settembre 1997), cioè la scelta di partecipare a due maratone nell’ambito di 4-6 settimane, è ora praticata, giustamente, da tanti corridori. Quando avevo scritto l’articolo in questione, nel mondo podistico era tabù sostenere due sforzi elevati e ravvicinati come quelli necessari per correre due maratone.
L’articolo che avevo scritto prendeva spunto da un atleta amatore che in quel periodo allenavo e che aveva partecipato, nell’autunno 1996, a tre maratone consecutive nell’arco di tre mesi (Egna, Cesano Boscone e Firenze). In ognuna di queste gare si era migliorato con un progresso di oltre 12’, arrivando a scendere di pochi secondi sotto le tre ore (2h59’56”). A quel punto era scattata la mia riflessione: come può essere possibile un miglioramento fisico, e quindi prestativo, avendo subito lo stress fisico per la partecipazione ad una corsa impegnativa come la maratona?
Piuttosto che uno stress, la partecipazione ad una competizione di 42km era invece un evidente stimolo allenante. In quel periodo la credenza comune era basata sulla partecipazione a non più di 3 maratone all’anno, per evitare che lo stress fisico e mentale debilitasse eccessivamente l’atleta e lo condizionasse nel resto della carriera.
In seguito alla positiva esperienza del mio allievo, avevo applicato la strategia della doppia maratona (in 4-6 settimane) anche con altri atleti, ed ovviamente con positivi risultati. In una tabella pubblicata su TN 5 (settembre 1997) avevo indicato che il miglioramento medio tra le due maratone era di circa 6’. Tale incremento di rendimento non faceva riferimento ad una prima maratona corsa piano, come allenamento per fare chilometri, bensì ad una partecipazione sui 42km nella quale l’atleta aveva anche conseguito il proprio primato.
Il mio articolo era stato sia riproposto in una rivista tedesca, sia ripreso da Hal Higdon, allora articolista di Runner’s World USA e che sposava le teorie di Galloway (mai più di 2 maratone all’anno). Da sempre riluttante sul fatto che un podista potesse sostenere elevati sforzi come la maratona, era rimasto impressionato da come un corridore amatore potesse migliorare il proprio rendimento correndo 2-3 sforzi ravvicinati così elevati.
Il vantaggio di questa scelta agonistica sta nel fatto che praticamente mai un podista amatore sostiene in allenamento una seduta dal chilometraggio prossimo a quello della maratona; quindi, è carente nella tenuta muscolare. Per percorrere la distanza di gara in allenamento è necessaria una grande motivazione, visti i disagi muscolari e mentali cui si va incontro, e siccome l’amatore non è ben predisposto a tale situazione, egli non percorre praticamente mai più di 35-37 chilometri (oppure corre per 3 ore). Mentre, controllando i miei diari di allenamento, avevo avuto modo di verificare che prima della gara di maratona sostenevo 2-4 lunghi dal chilometraggio prossimo ai 42km, con un paio nei quali percorrevo gli ultimi 15-20km a ritmo gara.
Ciò che io proponevo quindi oltre 10 anni fa, è ora diventata una strategia applicata da una grandissima parte del mondo podistico amatoriale. Ma per chi è realmente vantaggiosa la seconda (ed anche terza) maratona ravvicinata? Correre 2 maratone in sequenza ravvicinata non è ovviamente garanzia di miglioramento, come avevo spiegato nell’articolo del 1997.
Per conseguire dei vantaggi cronometrici è necessario che si verifichino 2 fondamentali situazioni tecniche:
1) che il recupero dello sforzo della prima maratona sia adeguatamente completato
2) che l’atleta non sia, nel momento della prima maratona, al top della propria condizione di forma
Il podista che arriva nella massima forma fisica in occasione della prima partecipazione ai 42 chilometri evidenzia, dopo la forte sollecitazione della prima maratona, un calo di rendimento. Il corridore che invece non è al 100% avverte, dopo i 10-15 giorni del periodo di recupero e rigenerazione muscolare, sensazioni fisiche positive e percepisce che l’organismo risponde positivamente alle sollecitazioni degli allenamenti.
Alcuni podisti ignorano la fase del recupero nel senso che, indipendentemente dalle sensazioni fisiche che avvertono, decidono ugualmente di correre una seconda maratona nell’arco di alcune settimane. Spesso lo fanno perché delusi dalla prestazione cronometrica della prima gara, e quindi con la forza di volontà affrontano un altro sforzo impegnativo.
Sia per il podista in piena efficienza, sia per quello che ha una condizione di forma in calo, non è possibile (e logico) verificare se lo sforzo della prima maratona è stato recuperato. Non avrebbe senso, infatti, sostenere un allenamento impegnativo tra le due maratone, perché i tempi per il recupero di una seduta impegnativa sono ridotti, e perché si potrebbe per esempio arrivare ad una sollecitazione non adeguatamente elevata da mettere in crisi l’organismo. Si potrebbe per esempio percorrere 25km a ritmo gara, oppure percorrere 35km ad andatura lenta e non avvertire nessun disagio, e basterebbero ancora un paio di chilometri per arrivare alla fase di cedimento dell’organismo.
Insomma, solo nel corso della seconda maratona si scopre se il recupero fisico dopo il primo sforzo sui 42km è stato completamente raggiunto. Un intervallo di 4 settimane è di solito adeguato per consentire la ricostruzione delle fibre muscolari danneggiante nella prima maratona. Se le settimane tra le gare sono invece 6, è molto più probabile che il recupero sia stato completo.
November 19

Mezza di Palmanova: un test importante

     
  
Non sono probabilmente l’unico che era presente alla prima edizione della Maratonina di Palmanova del 2003 e che ogni anno ci è ritornato, ma posso sicuramente testimoniare, avendole fatte tutte, i motivi per i quali i podisti friulani e non solo continuano a dare sempre più fiducia a questa manifestazione.
In quel lontano 2003 eravamo poco più di duecento alla partenza, quest’anno quasi 1500 hanno tagliato il traguardo e tutti sicuramente riproveranno il prossimo anno.
La spiegazione di tutto ciò sta nel fatto che qui si trova un’atmosfera a misura di amatore, senza la presenza di grossi nomi che fanno pubblicità ma richiedono anche grossi investimenti e sponsor; il podista che viene a correre a Palmanova sa che trova una buona organizzazione fatta di uomini che corrono le gare e conoscono le esigenze dei podisti.
La quota di iscrizione è onesta, è possibile ritirare il pettorale la mattina stessa della gara, i servizi lungo il percorso sono più che abbondanti, gli spogliatoi e le docce sono a portata di mano e fruibili per tutti i concorrenti, il percorso è molto scorrevole, privo di qualsivoglia asperità, le condizioni atmosferiche in questa stagione sono ottimali, tutto questo mix di elementi favorevoli porta sempre a ottimi riscontri cronometrici.
Quest’anno si è sperimentata la partenza all’interno delle mura di Palmanova che si presta benissimo per essere attraversata da una gara podistica, probabilmente se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo, se questo attraversamento fosse effettuato quando il gruppo è ormai sgranato sarebbe meglio, per evitare che la scalpitante “orda” corra rischi di scontrarsi con qualche segnale posto sulle strade.
Per il resto assolutamente nulla da segnalare, solo complimenti a Pravisani, Martina, Virgolini e company menti e braccia di questa gara.

La mia gara.
Su questo percorso ho sempre realizzato ottimi tempi a partire dall’ 1:14’00’’ della prima edizione; è sempre stato un buon test di verifica della condizione in vista di una maratona da disputare a tutta.
Lo scorso anno vi ero giunto ormai in condizioni fisiche non perfette, avevo tagliato il traguardo in 1:22’ rallentando nel finale e leggermente deluso dal risultato ma soprattutto conscio che qualcosa nelle mie gambe non andava, era necessaria una sosta ai box per rivedere la carrozzeria.

Anche quest’anno doveva essere un test in vista della Maratona di Milano questa mia gara; un test che mi dimostrasse se ho nelle gambe un ritmo che mi possa consentire di sfidare il cronometro e tentare di giungere al traguardo entro le tre ore. Avevo scritto che intendevo fare 1:24'24''. Ed un test è stato, un test che ho temuto fino al momento della partenza perchè questi ritmi di 4' al km non riesco a tenerli nelle gambe per neppure 7 km in allenamento, ma, come succede sempre, la gara mi trasforma, mi dà energie insperate.
Prima della partenza ho cercato di mascherare la tensione che comunque era evidente, il risveglio era stato molto anticipato rispetto alla sveglia, ho ricercato la concentrazione seppure abbia parlato con tanti amici ritrovati in questo contesto, mi sono imposto di partire tranquillo per non sciupare preziose energie e dicendomi che in fondo anche fosse andata male nulla sarebbe stato perduto, dovevo, nonostante tutto prenderla come una giornata di festa tra l'altro circondato da tutti quegli amici che mi accompagnano negli allenamenti al parco del Cormor molti dei quali avrebbero inseguito il proprio personale.
Ho condotto i primi due terzi di gara poco al di sotto dei 4' al km passando al 14° km in 54'50'', al mio fianco, in alcuni tratti distanziato di pochi metri, ho avuto sempre Carlo Zucchini che lo scorso anno era mio compagno di allenamento in molte occasioni.
Giunti a due terzi di gara in genere nella mezza cominciano a venire fuori "le magagne", se il ritmo è stato troppo sostenuto le gambe cedono, le mie invece erano molto sciolte, il cardio segnava frequenze da tranquillità per cui ho deciso di giocarmi tutto nell'ultima parte.
Dal 14° in poi ho cambiato ritmo incitando Carlo e un altro amico, Coceano dell'Olimpia, a seguirmi; è stata una progressione esaltante un paio di km a 3'41'' poi assestati continuamente intorno a 3'50'', al 18° mi hanno leggermente staccato, pochi metri, li ho ripresi sul cartello del 20° km. Non correvo contro di loro, correvo contro quel cronometro che già sapevo mi avrebbe dato grande gioia in questa giornata, ma volevo di più.
Quando siamo entrati nella pista del campo di Palmanova ho fatto un altro cambio di ritmo, Carlo si era già staccato ma ha comunque migliorato il suo personale di oltre un minuto, Coceano è rimasto sorpreso dalla mia freschezza negli ultimi 300 m e non è riuscito a rispondere.
Il parziale degli ultimi 1097 m è stato di 3'48'' (3'29'' al km); il tempo finale di 1:21'55'' molto vicino quindi a quello dello scorso anno.
Se lo scorso anno, però, si trattava dell'inizio di una fase decrescente ora si tratta di una tappa verso un percorso incoraggiante che spero mi porterà ad un pieno recupero.
Al termine della mia gara, un momento per rifiatare e poi subito a seguire gli arrivi degli amici, dei tanti che soddisfatti possono festeggiare il proprio primato personale, di quelli che sono delusi dalla prestazione (pochi per la verità). Pochi minuti per i commenti poi direttamente sotto la doccia calda, e in fila per la pasta offerta nel pacco gara e tutti insieme a seguire le premiazioni nel confortevole ambiente del tendone che in questa occasione si è dimostrato provvidenziale per ripararsi dal freddo e poi anche da una sottilissima pioggerella.
pubblicato su www.podisti.net
November 18

Mezza di Palmanova

Doveva essere un test in vista della maratona di Milano questa mia gara di oggi, un test che mi dimostrasse se ho nelle gambe un ritmo che mi possa consentire di sfidare il cronometro e tentare di giungere al traguardo entro le tre ore. Avevo scrisso cosa intendevo fare: 1.24.24.
Ed un test è stato, un test che temevo fono al momento della partenza perchè ritmi di 4' al km non riesco a tenerli nelle gambe per neppure 7 km in allenamento, ma come succede sempre la gara mi trasforma, mi dà energie insperate.
Ho condotto i primi due terzi di gara poco al di sotto dei 4' al km passando al 14° km in 54'50'', al mio fianco, in alcuni tratti distanziato di pochi metri, ho avuto sempre Carlo Zucchini che lo scorso anno era mio compagno di allenamento in molte occasioni.
Dal 14° in poi ho cambiato incitando Carlo e un altro amico, Coceano dell'Olimpia a seguirmi, è stata una progressione esaltante un paio di km a 3'41'' poi assestati continuamente intorno a 3'50'', al 18 mi hanno leggermente staccato, pochi metri, li ho ripresi sul cartello del 20° km, ma non correvo contro di loro, correvo contro quel cronometro che già sapevo mi avrebbe dato grande gioia in questa giornata, ma volevo di più.
Quando siamo entrati nella pista del campo di Palmanova ho fatto un altro cambio di ritmo, Carlo si era già staccato ma ha comunque migliorato il suo personale di oltre un minuto, Coceano è rimasto sorpreso dalla mia freschezza negli ultimi 300 m e non è riuscito a rispondere.
Il parziale degli ultimi 1097 m è stato di 3'48'' (3'29'' al km); il tempo finale di 1:21'55''.
Niente male direi!!!!!!!!!!!!!
Era da più di un anno che non correvo una mezza così bene.
Stasera sono veramente contento e guardo al futuro con grande fiducia.
 
Anche Stefano, Anna, Adriano, Donatella, Filippo  hanno fatto il loro persoanle ed io sono contento per loro.
a questo link si trova la classifica in formato excel: http://www.marciatoripalmanova.it/21097/2007/finale21097.asp

un gradino sotto Dio

L'Italia è un grande paese e nessuno potrà negarlo, se non altro perchè ha dei grandi uomini politici.
 
Dio ci mise sei giorni per creare il mondo, dicono, e poi il settimo fu costretto a riposarsi.
Per mettere su il PD ci sono voluti mesi e mesi di lavoro, incontri, convocazioni di riunioni e persino le primarie per determinare che ne diverrà il capo.
Invece oggi la mente divina del Silvio nazionale così da un momento all'altro, sotto un gazebo, in Piazza San Babila a Milano, in men che non si dica ha disfatto Forza Italia ed ha creato un nuovo partito che sarà il Partito del Popolo, che facendo bene i conti (i suoi di conti) potrebbe vedere l'adesione in un paio di giorni dell'80% degli italiani.
E poi c'è qualcuno che asseriva che fosse inferiore a Dio...
 
Fosse almeno vero che Forza Italia si dissolve almeno potremmo avere la soddisfazione di esultare gridando :"Forza Italia" ogni volta che incontriamo un amico all'estero sul percorso di una maratona o quando vediamo un turista con il tricolore addosso senza bisogno di sentirci osservati.
 
November 17

speriamo...

speriamo in un buon sonno notturno, speriamo in una giornata di domani che non sia troppo fredda per correre, speriamo che domani a Palmanova riesca a trovare sin dall'inizio il ritmo giusto, speriamo domani di trovare la compagnia giusta, speriamo di divertirci, ....ed infine speriamo di fare... 1:24'24''

Stefano Baldini sintesi della Maratona olimpica Atene 2004

 

Stefano Baldini arrivo nello stadio olimpico Atene 2004

 

Stefano Baldini premiazione Olimpiade Atene 2004

 
November 16

Giulia 2024

Personaggi e interpreti:

·        nonno Adriano                                mio suocero, grande esperto di calcio specie degli anni 30-40-50, tifosissimo del Lecce;

·        genero Antonio                                sarei io;

·        nonna Rita                                       mia suocera, grande cuoca;

·        nonno Giovanni                               mio padre, che nella sua vita, non ha mai fatto sport, né se ne è mai interessato;

·        nonna Carmelina                             mia madre, anche lei digiuna di sport e nota avversatrice delle mie passioni, cattolica praticante (troppo);

·        Gabriella                                          mia moglie;

·        Giulia                                               mia figlia;

 

 

 

Udine 23.06.1999

 

Martin Luther King alcuni anni fa disse: "J have a dream" (io ho un sogno), il suo sogno era che finalmente bianchi e neri potessero convivere in pace e parità di diritti. Il mio sogno è meno nobile e più personale, più egoistico ma comunque un grande sogno.

Siamo nel luglio del 2024, finalmente dopo la delusione della mancata assegnazione delle Olimpiadi del 2004, i Giochi Olimpici tornano a svolgersi in Italia. La sede dell'Olimpiade è Roma.

In una capitale addobbata e rimessa a nuovo i giochi di questa olimpiade si sono svolti nel migliore dei modi e volgono ormai al termine. Domani con la classica gara di maratona si concluderanno. Nella prova femminile sui 42 km 195 m l'Italia schiera tre concorrenti: CONCEPITA TREGNEMMARI, ROSA SPAMPANATA e GIULIA MARGIOTTA. Quest'ultima è la punta di diamante della squadra azzurra; nata a Trieste il 13/03/1998 ha 26 anni e già una buona esperienza su questa distanza, esperienza che si è fatta, sin da piccola a correre dietro il papà al Parco del Cormor in quel di Udine.

Le famiglie De Donatis e Margiotta si preparano all'evento con grande passione e preparano la trasferta nella capitale con buon anticipo.

Nonno Adriano a dispetto della sua età avanzata (93 anni) è sempre molto pimpante e ricorda sempre che in quella città un suo zio, Carmelo, aveva vissuto sino a 103 anni e ancora usciva da solo a fare la spesa e quindi anche lui voleva quanto meno eguagliarlo, e poi era straordinariamente euforico  perché nel campionato 2023-24 che si era concluso da poco il Lecce aveva vinto il suo 3° scudetto oltre alla coppa dei campioni. Nonno Adriano per festeggiare questo evento si era futtutu nella funtana [tuffato nella fontana]di Piazza Mazzini (la stessa che 30 anni prima aveva "ospitato" il genero Antonio per la promozione del Lecce in serie A) solo che a causa di una giornata un po' fresca si era presa una brutta FURZIONE (dicesi Furzione un brutto raffreddore con sternuti).

Nonna Rita (80 anni) sempre allegra e volenterosa di far valere la sua esperienza culinaria, continua a sfornare torte a due a due e prelibatezze di ogni genere.

Nonno Giovanni (87 anni) che finalmente dopo tanti anni di lavoro ha deciso da una decina d'anni di ritirarsi in pensione e ha scoperto la passione per le bocce, è diventato un idolo del circolo per anziani dove si esibisce in splendide partite e non c'è avversario che riesca a sconfiggerlo.

Nonna Carmelina (85 anni ancora da compiere) invece ancora non si decide a fermarsi e continua a TRASTULICIARE [affaccendarsi] con le galline, con i conigli, con le piante, con il giardino, arriva mezzanotte e ancora deve andare a letto.

I nonni si sono sistemati in un albergo della capitale in due stanze con veduta sul Colonnato del Bernini (Piazza San Pietro).

Nonno Adriano appena entrato nella stanza assegnatagli, ricordando le vecchie raccomandazioni, si è preoccupato di spiare sotto il letto, nell'armadio e altrove che non ci fosse nessuno [lo aveva fatto anche nel 1964, in viaggio di nozze].

Domenica mattina, giorno della gara della nipote Giulia, l'euforia è grande fra i nonni, nonna Rita non ha dormito la notte (sarà stata la tensione oppure nonno Adriano che russava?); nonno Giovanni, anche lui, avendo sofferto di insonnia, aveva deciso di uscire a farsi un giro nei dintorni del Vaticano, solo che persosi è stato costretto a chiamare il 113 per farsi riaccompagnare in albergo.

Nonna Carmelina, la mattina della gara, si mette a "fare li picci"[fare i capricci] che vuole vedersi "lu Papa" e non la corsa.

"Lu Papa, lu Papa, oiu biciu lu Papa, Papa Pantaleu VIII"[Il Papa, voglio vedere il Papa Pantaleo VIII].

Finalmente riescono a convincerla e tutti assieme si dirigono verso Piazza del Popolo da dove transiterà la maratona per metà gara. Al passaggio, mentre papà Antonio segue la gara della figlia Giulia cronometrando ogni kilometro, mamma Gabriella grida ed esulta come una forsennata, i nonni esultano perché Giulia Margiotta passa con il gruppetto delle prime.

Nonno Adriano facendosi prendere dall'entusiasmo  esulta gridando "FORZA LECCE, FORZA LECCE" e nonno Giovanni gli ricorda che non stanno a una partita di calcio e che quindi casomai deve gridare "Forza Giulia".

Nonna Carmelina in un momento di silenzio della folla grida: " Figghia mia, figghia mia statte attenta cu nu te custipi, era megghiu cu te stai a casa" [figlia mia stai attenta a non raffreddarti, era meglio stare a casa], dopo una vita di esperienza del figlio e della nipote ancora non ha capito che sudando e praticando sport nu se costipa [non ci si raffredda].

Subito dopo tutti si spostano in via dei Fori Imperiali dove è situato lo striscione del traguardo. Il pubblico è in tripudio, l'altoparlante scandisce la cronaca della gara, la tensione sale. Dalla curva, in fondo a Piazza Venezia spunta la sagoma della atleta che si trova in prima posizione, si tratta di un'atleta keniana, staccata di una decina di secondi la russa Galina Cocimilova, ancora più dietro sopraggiunge un'0altra atleta, dalla sagoma longilinea, la folla capisce che si tratta della Margiotta Giulia.

Il finale di gara è al cardiopalmo, Giulia riesce a lanciarsi in un ultimo kilometro da record, raggiunge la russa e si lancia all'inseguimento della keniana. Ma la folla e i nonni entusiasti scandiscono un "Giulia, Giulia" che riempie la capitale. Allo sprint Giulia riesce a superare pure la keniana.

E' la vittoria olimpica nella disciplina regina dell'Olimpiade.

E' il tripudio; è il trionfo, Giulia Margiotta ha vinto la medaglia d'oro olimpica, alla prima intervista a caldo alla televisione dedica la vittoria ai nonni, al papà, alla mamma, agli zii e a se stessa.

DRIIIINNN, DRIIIINNN!!!!!!

"Porca miseria ha sunata la sveglia, s'anu fatte le sei, è ura ci ne zzamu. Peccatu ca era sulu nu sognu" [Porca miseria è suonata la sveglia, si sono fatte le sei, è ora di alzarsi. Peccato che fosse solo un sogno].

Ma,chissà?

40 anni

riprendo dal mio archivio questo scritto, una riflessione che feci in occasione del mio 40esimo compleanno.
 

40

40 km fa, in una sera d’inverno rigido partivo per la mia corsa, quella corsa che tutti noi esseri viventi siamo destinati ad affrontare senza conoscerne a priori la lunghezza.

Il grande organizzatore aveva previsto per me un inizio difficile ponendo qualche asperità nei primi km, asperità che temprarono il mio spirito e il mio corpo ma forse contribuirono anche a forgiare il mio carattere forte ma chiuso.

La corsa per fortuna seppure su un percorso più agevole ma comunque sterrato (dunque non dei più scorrevoli come quei bei tratti asfaltati di fresco) continuò con il sostegno e senza condizionamenti dei miei genitori e di mio padre in particolare, una corsa per lo più solitaria come è il mio carattere, senza grandi accelerazioni, senza strappi che fiaccano l’avversario ma a volte lasciano vuote anche le proprie gambe e si pagano alla distanza.

Verso il 30° km incontrai il podismo e subito dopo il mondo della maratona, iniziava il periodo più bello della mia vita.

Finalmente riuscivo a trovare uno sfogo, nella fatica dei km da percorrere, alla mia inquietudine e contemporaneamente facevo un bagno di brava gente che popola questo mondo.

Lungo questa strada ho conosciuto tanti amici, alcuni dei quali improvvisamente quando meno se lo aspettavano hanno incontrato un giudice inflessibile che gli ha fatto segno di fermarsi, che la loro corsa era terminata, ho visto altri che altrettanto inesorabilmente si sono trovati davanti lo striscione del traguardo e anche in questo momento stanno affrontando con grande dignità quegli ultimi metri che separano dallo striscione che segna la fine, altri giunti proprio al limite hanno sentito la campanella del giudice che squillava indicando che c’era ancora un giro da fare.

Per questi ultimi, la corsa ha cambiato sapore, ha assunto il dolce profumo di un cibo prelibato che va gustato lentamente ma pienamente con tutti i gusti a nostra disposizione.

Non so quanto sarà lunga la mia gara, naturalmente mi auguro che non sia una maratona, ormai ne ho corse tante e punto a conquistare altre distanze, mi auguro solo di continuare ad affrontare questa corsa con la determinazione di sempre, spendendo km per km (giorno per giorno) tutte le energie che il sole ci dà perché nessuno di noi ha il diritto di sprecare nulla.

Il mio sogno sarebbe di raggiungere il traguardo correndo, correndo come fa ancora oggi ad ottanta anni Giuseppe Togni, e sono sicuro che anche l’ultimo rettilineo lo affronterò aumentando il ritmo per quanto lo possa fare un podista delle lunghe distanze, senza grossi cambi di velocità ma in lenta progressione.

Grazie a tutti coloro che nonostante il mio carattere mi stimano come podista e come uomo, grazie a coloro che pur non stimandomi come uomo mi salutano lungo il percorso, grazie a coloro che non mi stimano e non mi salutano perché per poter allestire una grande corsa c’è bisogno anche del numero.

Un grazie particolare agli insegnamenti che nessuno ha voluto darmi ma che ho raccolto, nell’affrontare le asperità di persone che stanno lottando e non sanno quanti altri metri potranno percorrere: grazie Luciano, Gianpiero, Silvia e tanti altri.

November 15

Era da tanto...

Era da tanto che non correvo così forte in allenamento anche se solo per 7 giri del parco (11,5 km). è stato il mio solito progressivo ma avendo cominciato già dal primo giro abbastanza forte è stata dura continuare ad aumentare.
per fortuna alla fine del quinto giro ho trovato il mio amico Max che mi è venuto affianco e mi ha dato quindi l'incitamento a farne ancora un'altro di giro che sono riuscito da solo a tirare a tutta. al termine una ottima media sotto i 7' al giro che corrispondono a 4'15''.
è questo il ritmo che dovrò memorizzare in vista di Milano...
oggi è stata una buona giornata, e poi anche se faceva tanto freddo il sole meritava proprio di essere goduto appieno.

La Potenza aerobica secondo il Prof. Antonacci

CORSA E POTENZA AEROBICA
(mezzi di allenamento per migliorarla)

La Potenza Aerobica in numerosi testi scientifici viene considerata come la “Velocità di base o di riferimento” per il podista, o per qualsiasi praticante attività fisica in genere. Essa è rapportata alla Soglia Anaerobica. Secondo Arcelli (1996), nel libro “L’allenamento del maratoneta di alto e medio livello” (Edizione Correre 2002), uno dei pionieri del Mezzofondo e Fondo Italiano e Internazionale, la Soglia Anaerobica può essere considerata come:

“Il più alto valore di intensità alla quale esiste ancora un equilibrio fra acido lattico prodotto e quello smaltito; se si corre a velocità al di sotto della soglia anaerobica, pur aumentando il lattato che viene prodotto dai muscoli e che viene riversato nel sangue, l’organismo riesce egualmente a smaltire un’identica quantità, tanto che il tasso nel sangue non sale o sale leggermente, rimanendo comunque costante anche se lo sforzo continua per minuti o decine di minuti. L’intensità massima alla quale esiste ancora questo equilibrio fra il lattato prodotto e il lattato smaltito dal sangue è appunto la Soglia Anaerobica, e che corrisponde in media a un valore di 4 millimoli di lattato per litro di sangue”.

Dalla definizione della Soglia Anaerobica, si capisce benissimo quanto sia importante per il Podista, o per chi si cimenta in gare di lunghe distanze, migliorare la Potenza Aerobica, e quindi innalzare la velocità della Soglia Anaerobica. Quanto più alto è il valore della Potenza Aerobica, tanto più il soggetto ha la possibilità di correre più a lungo e più velocemente. La Soglia Anaerobica, può essere considerata la “potenza del nostro organismo”. La velocità di SAN è tanto più alta quanto più alto è il valore del massimo consumo di ossigeno (Vo2max). Inoltre essa tende a essere più alta quanto minore è il costo della corsa (Arcelli / Canova libro “Allenamento del maratoneta di alto e medio livello” – Ed Correre ). Per valutare la Soglia Anaerobica di un soggetto, è indispensabile effettuare il Test Conconi, esso in linea generale permette all’atleta di sapere la Velocità di Soglia Anaerobica, la Frequenza Cardiaca alla Soglia, il valore indiretto di Vo2max. Una volta identificati tali valori è possibile programmare i Ritmi di allenamento, e quindi la Frequenza Cardiaca di riferimento in modo tale che lo stimolo allenante sia efficace. Per quanto concerne i MEZZI di allenamento idonei per migliorare la Soglia Anaerobica e quindi la Potenza Aerobica sono tutti gli allenamenti che vengono gestiti a un ritmo vicino o oltre la velocità di Soglia Anaerobica. Quindi abbiamo:

• Ripetute medie (fino ai 1000mt)
• Ripetute lunghe (dai 1000mt in su)
• Corto Veloce

Quindi possiamo affermare che , per migliorare la Soglia Anaerobica, e quindi correre più velocemente possibile , sono necessari tutti i mezzi di allenamento che vengono svolti a un’intensità vicina a quella della Soglia Anaerobica. Se ad esempio, un soggetto ha una velocità di soglia anaerobica di 15km/h (4’00 al km), dovrebbe correre le ripetute da 1000mt a 3’55/3’50 al km. Se vogliamo allenare la soglia anaerobica, partecipando a delle gare podistiche, dovremmo scegliere delle gare che durano dai 30’/50’, in pratica una gara di 8/14km. In queste condizioni, l’organismo si adatterà a lavorare in presenza di acido lattico, migliorando la sua sopportazione,e come conseguenza, il podista migliorerà le proprie prestazioni.
I mezzi di allenamento per sviluppare e migliorare la soglia anaerobica, in linea generale sono quelli menzionati su, ma per un soggetto neofita, o chi non ha molta confidenza con le Ripetute, potrebbero essere utili anche mezzi di allenamenti, come Corsa Media e Corsa Progressiva. Tutto ciò dovuto al fatto che essi hanno un organismo che risponde bene a qualsiasi stimolo allenante. E’ come l’esempio di chi vuole dimagrire ed esegue una dieta ipocalorica, all’inizio della sua dieta avrà notevoli miglioramenti anche senza essere molto “preciso e maniacale”, mentre man mano che va avanti dovrebbe limare ogni piccolo elemento per poter dimagrire, e diventa sempre più difficile avere miglioramenti se non si rispettano alcune regole. Infatti, nell’impostazioni delle sedute intervallate devo fare attenzione a valutare bene l’intensità di corsa (ritmo di corsa), il quale non dovrebbe essere né troppo blando (stimolo inefficace) e né troppo veloce (stimolo eccessivo). Tutto ciò per evitare che la seduta di allenamento ci conduca o nel versante Aerobico o nel versante eccessivamente Anaerobico Lattacido (produzione di acido lattico ). Col passar del tempo, e quindi con il miglioramento della nostra soglia anaerobica, l’organismo riuscirà a sopportare maggiormente e di riutilizzare l’acido lattico prodotto dai muscoli.

Nella programmazione generale possiamo introdurre gli allenamenti per migliorare la soglia anaerobica una volta a settimana per dare all’organismo la possibilità di recuperare la fatica ed evitare stress continui e cumulativi. E’ ovvio che dobbiamo essere bravi a capire, ogni qualvolta che affrontiamo delle sedute di ripetute, o per migliorare la soglia anaerobica, se abbiamo smaltito la fatica delle sedute precedenti. Se ci alleniamo a giorni alterni problemi di “sovrallenamento”, non ce ne saranno, ma se ci alleniamo 5/6 giorni a settimana, dovremmo fare in modo che gli stimoli allenanti non si associano e non ci creano disagi. E’ da tener presente a quale tipologia di atleta si appartiene, ci sono soggetti (Atleti Anaerobici, che hanno nell’organismo prevalenti fibre veloci, coloro che si cimentano in gare 5000/10.000mt) che sono predisposti a lavori anaerobici, e soggetti (Atleti Aerobici, che hanno nell’organismo prevalenti fibre rosse “ossidative”, coloro che si cimentano il gare lunghe 42km/ Ultramaratone) che soffrono come non mai. Il periodo ideale per inserire le Ripetute per il miglioramento della Potenza Aerobica, è il periodo Specifico, cioè all’incirca 8 settimane prima di un evento, Maratona o altra gara che sia. E’ ovvio che per chi si dedica alle gare brevi (10.000m), la situazione è un po’ diversa, loro possono e devono inserire le ripetute anche nel periodo agonistico.

Ecco di seguito alcune indicazioni pratiche per gestire al meglio le ripetute per migliorare la Potenza Aerobica:


Tabella n°3: Indicazioni Generali svolgimento Ripetute


• Svolgere le Ripetute su tratti misurati e pianeggianti;
• Trovare e gestire il ritmo di corsa ideale;
• Effettuare il Recupero con corsa lenta;
• Non eseguire le ripetute dopo lavori Lunghi e impegnativi;
• Non eseguire il giorno dopo le ripetute altri lavori anaerobici;
• Non inserire le Ripetute nelle 2 settimane che precedono la Maratona;
• Fare molto stretching dopo la seduta di Ripetute;
• Se possibile inserire dopo la seduta di allenamento, un massaggio o idromassaggio rilassante;
• Non eseguire le ripetute se hai problemi articolari o di schiena;
• Non eseguire le Ripetute se hai più di 45/50anni, ti servirebbero a ben poco e stresserebbero ulteriormente il tuo apparato locomotore;
• Dopo la seduta delle Ripetute, rigenerarsi e integrarsi immediatamente con carboidrati ad alto indice glicemico.


Buona Corsa

Running Program – Prof. Antonacci Ignazio
 

Il lunghissimo secondo Massini

Allenamento per la maratona: LUNGHISSIMO

Ottobre, l’autunno, il cielo un po’ grigio, le foglie cambiano colore, diventano piu’ gialle, arancioni, l’aria diventa fresca, talvolta, frizzane. Sì è il periodo climatologicamente parlando ideale per correre, magari in campagna, nei boschi, lungo gli argini dei fiumi, nei parchi, sul lungomare. Correre è sempre bello, ma in questi mesi ha un fascino particolare. Con queste caratteristiche climatiche non è difficile trovare tempo e voglia per preparare una maratona. Il calendario, poi, è molto ricco di manifestazioni sui 42,195 km in Italia ed all’estero. Iniziamo proprio da quello che indiscutibilmente deve essere ritenuto il mezzo “reale” dell’allenamento per la maratona: il lunghissimo.
La distanza. I chilometri percorsi durante un allenamento di corsa che possa essere denominato lunghissimo devono essere oltre i 20. La distanza massima consigliata per un podista di livello amatoriale ritengo possa essere non superiore ai 35-36 km. Alcuni atleti professionisti, non tutti, possono correre oltre, anche se di poco i 42km. Gelindo Bordin, vincitore della maratona olimpica di Seul nel 1988, era proprio uno di quegli atleti che preferiva farsi almeno una volta prima della maratona i suoi 45 km o giù di li.
A cosa serve. Il lunghissimo serve ad abituare la mente a stare impegnata in uno sforzo sia pure di scarsa intensità per tanto tempo. Correndo per un tratto molto simile a quella della maratona i muscoli si abituano ad utilizzare una miscela più ricca di grassi che di zuccheri. Muscoli tendini ed articolazioni acquisiscono sensibilità nell’eseguire il gesto della corsa, si adattano ad ottenere il massimo rendimento con il minimo sforzo. Il podista con il lunghissimo impara a dominare, allentare, tutte le tensioni, gli irrigidimenti, causati dalla fatica fisica e mentale di stare impegnati per 42, 195m. Inoltre vengono affinati i meccanismi di termoregolazione e di regolazione idrica. In sintesi l’organismo impara ad ottimizzare l’uso dei meccanismi di termoregolazione.
A quale velocità. Chi si avvicina per la prima volta all’allenamento per la maratona avrà come obiettivo quello di riuscire ad arrivare al traguardo senza essere sconvolti dalla fatica e con la voglia di riprovare a fare ancora un’altra maratona. Il principiante dovrà correre i lunghissimi al ritmo di respirazione facile (CRF) ovvero ad un ritmo che gli consenta di poter agevolmente parlare mentre corre. Chi ormai ha già fatto una o più esperienza di corsa sulla distanza dei 42,195 m dovrà invece correre i lunghissimi ad una velocità molto simile se no, almeno a tratti, come vedremo più avanti, uguale a quella che, presumibilmente, sarà quella della maratona.
Cambiare velocità. Il principiante si deve porre l’obiettivo di iniziare il lunghissimo ad una velocità e terminare alla stessa. Via, via che cresca il livello del podista il lunghissimo può essere inteso come progressivo: correndo ad esempio due terzi dell’allenamento a velocità di circa10”-15” al km più lenta rispetto a quella prevista per la maratona ed un terzo a quella prevista per la maratona. Molto utile si è rivelato il sistema di inserire dei tratti di corsa a ritmo maratona durante il lunghissimo. Esempio in 30 km possono essere suddivisi in 10 km 10-15” al km più lenti del ritmo maratona + 5 km ritmo maratona e così via.
Come determinare la velocità. Basandosi sulla velocità di riferimento (VR) ovvero la velocità di soglia anaerobica determinata con il test Conconi o la media al km ottenuta in una gara di 14 km posso affermare che il lunghissimo potrà essere corso ad una velocità più lenta rispetto alla velocità di riferimento variabile fra i 45 ed i 55”. Più basso è il livello dell’atleta più grande sarà la differenza fra VR e velocità di percorrenza del lunghissimo. Inoltre tale differenza può essere determinata oltre che dall’esperienza sportiva dell’atleta anche dal tipo di fibre che costituiscono i propri muscoli e dal tipo di adattamenti e cambiamenti subiti negli anni. Vi invito quindi a considerare il valore di 45”- 55” più lento della velocità di riferimento come pura indicazione, non necessariamente esatta per tutti i soggetti. Il dato dovrà quindi essere lento con la solita, sana, dose di buon senso, in quanto è di carattere generale e non personalizzato.
Quanti lunghissimi fare. Questa domanda ricorre molto frequentemente fra i podisti. Dovendo anche in questo caso fornire un’indicazione di tipo generale, ritengo che nelle 12-14 settimane che precedono la maratona debbano essere corsi 3 lunghissimi di distanza variabile fra i 26 ed i 30 km e 2-3 di distanza variabile fra i 32 ed i 34-35 km .
Il dosaggio del lunghissimo. Questo tipo di allenamento è molto impegnativo soprattutto sotto l’aspetto muscolare tendineo quindi è preferibile correrlo una volta ogni due settimane. Può essere corso anche per due settimane consecutive lasciando poi una settimana di “stacco”. Solo atleti evoluti anche di livello amatoriale potranno correrlo fino ad un massimo di tre settimane consecutive. Dipende molto dalle caratteristiche e dal livello di allenamento oltre che di esperienza sportiva dell’atleta.
Lontano dalla maratona. Maratoneti si diventa e fino a quando la salute ci aiuta si resta tali anche mentalmente. Quindi anche quando mancano 4-5-6 mesi alla maratona, una volta al mese o ogni 3 settimane andate a farvi 20-25 km sarà un gran aiuto quando inizierete poi la preparazione specifica per la maratona
L’utimo lunghissimo. Ecco un altro amletico problema dei podisti. Per essere sicuri di non correre rischi dovrebbe essere corso tre settimane prima della maratona. Vi garantisco però che in certi casi il risultato in maratona può trarne vantaggio se il lunghissimo viene corso anche solo due settimane prima. Dipende da come si è svolta la preparazione e dalle caratteristiche del podista
Quali scarpe usare. Il lunghissimo deve essere corso con le scarpe con le quali si pensa che sarà corsa la maratona.
L’abbigliamento. Il lunghissimo deve costituire la prova generale della maratona. Almeno che il tempo non sia tremendo indossate l’abbigliamento da gara.
Il percorso. Deve il più possibile essere simile a quello dove si svolgerà la gara. Chi si prepara per la maratona di Firenze si abitui a correre i primi due km in discesa e ad affrontare durante la corsa tratti di strada sconnessa. Chi prepara Venezia o New York dovrà essere pronto a sopportare muscolarmente i ponti di Venezia o le salitelle di Central Park.
Gli integratori. Non credo siano utilissimi, ma se pensate il contrario non improvvisate, approfittate del lunghissimo per provare. Limitatevi alle maltodestrine magari in forma di gel e senza aminoacidi a catena ramificata
Mangiare. Molti amici podisti corrono il lunghissimo a stomaco vuoto. Fate voi. Il mio consiglio, visto, ripeto, che questo è l’allenamento per insegnare all’organismo ad utilizzare l’energia per correre la maratona, è quello di provare a cenare ed a fare colazione come se fosse la sera prima della gara.
Bere. Dovrete organizzarvi per bere. Portatevi dietro una borraccia e le cinture con tutti i contenitori. Alle cascine, anni fa, qualcuno aveva l’abitudine di nascondere prima di correre il lunghissimo, le borracce fra i cespugli. Anche questo potrebbe essere un sistema. Bevete circa ogni 5 km, proprio come nella maratona. Optate per l’acqua. Se dovesse essere caldo, potrete anche un integratore idrosalino ben diluito.
A che ora correre. Dovrete organizzarvi per correre alla stessa ora alla quale partirà la maratona, ottimizzando anche il tempo fra colazione e partenza per la gara.
Ascoltatevi. Approfittate del lunghissimo per vedere a che ritmo cronometrico corrisponde il ritmo del vostro respiro. Vedrete, vi sarà utile il giorno della maratona, potrete togliervi lo stress di dover guardare sempre l’orologio. Imparate a sentire il rumore dei vostri passi.
Il lunghissimo durante una maratona. Sono notoriamente contrario, ma se riuscite a correre una maratona 30-40 giorni prima della maratona principale rimanendo distaccati e correndo magari solo una parte della prima maratona a ritmo gara potrete trarne dei benefici ed ottenere il personale nelle seconda. Se invece le “tirate” entrambe, è probabile che nella seconda otterrete comunque il personale, ma sarete a fortissimo rischio di infortuni.
Il buon senso. E’ il requisito fondamentale per interpretare questo mezzo di allenamento e la maratona. Dovesse capitarvi di sentirvi molto stanchi proprio quel giorno che avete pensato di correre il lunghissimo allora non esitate, riposatevi e non createvi sensi di colpa. Talvolta un giorno di riposo è più allenante di un buon allenamento.   Per saperne di più contattatemi
info@fulviomassini.com
Buon divertimento.  

 
Photo 1 of 22

Giulia sul Mar Ionio Agosto 2007

 

Record del mondo maratonina per Kiplagat a Udine

 
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federicowrote:
ciao,aggiungimi su msn se vuoi fre.re.la.zze@hotmail.it ciao anche io corro eh ehehe
Mar. 28
monicawrote:
Linguacciaops ....monica !!!!
Oct. 25
monicawrote:
forte il tuo sito !!!!Animoticon
Oct. 25
Pinowrote:
Ma quando le pensi ????Caldo
Oct. 22
Ombrettawrote:
Mi piace tutto ciò! Bravo Antò.
Oct. 22